La salute della donna è più a rischio di quella dell’uomo per colpa di obesità, alcol e fumo

giovedì, settembre 17th, 2009
Dei 3 milioni di italiani che ogni anno si fanno ricoverare per disturbi psichiatrici, la maggior parte sono donne, con un conseguente abuso di psicofarmaci

Dei 3 milioni di italiani che ogni anno si fanno ricoverare per disturbi psichiatrici, la maggior parte sono donne, con un conseguente abuso di psicofarmaci

L’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna ha pubblicato la seconda edizione del “Libro bianco sulla salute della donna” una pubblicazione che analizza lo stato di salute ed assistenza nelle regioni italiane.

Secondo quanto riportato da un interessante articolo di Repubblica il libro riporta parecchie brutte notizie: le donne italiane sono sempre più in sovrappeso, si ammalano di diabete più degli uomini e nelle regioni del sud il tasso di obesità è a dir poco preoccupante (35% in campania).

Aumentano inoltre  ricoveri per malattie psichiatriche e la percentuale di parti cesarei.

Le ragazze di oggi, le più deboli di fronte a fumo e alcol, rischiano di diventare, se non verrà innescata la retromarcia rispetto a certi comportamenti, la prima generazione che vivrà meno delle madri.

Silvana Mangano in una immagine del film Riso Amaro

Silvana Mangano in una immagine del film Riso Amaro

Che cosa succede alle donne italiane? Cosa le opprime e le porta a dei comportamenti autodistruttivi? Secondo un’indagine demoscopica condotta per Merck Sharp & Dohme su un campione di mille donne dal Dipartimento studi sociosanitari dell’istituto di ricerche Datanalysis a Nord e’ lo stress da lavoro, a Sud la sedentarietà.

Donne in bilico fra famiglia e carriera che non riescono a ritagliarsi un po’ di tempo per la cura della propria salute.

Al sud Italia certamente ha peso la componente “ignoranza”: le donne del sud, secondo il rapporto, non sanno come alimentarsi correttamente, mangiano troppa carne e sono lontane dalla dieta mediterranea. Al nord sanno come mangiare ma il lavoro le allontana da una sana alimentazione e dal movimento.

Ci sono poi le cattive abitudini, sopratutto nelle nuove generazioni  le donne fumano e bevono più degli uomini, secondo uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità pubblicato nell’aprile 2009:

Il 42% dei ragazzi e il 21% delle ragazze che buttano giù alcol fino a ubriacarsi ha meno di 18 anni. Molti di loro sono peraltro policonsumatori, ossia mescolano vino, birra, cocktail e superalcolici in generale. Quanti? I ragazzi in media 4 bicchieri, le loro coetanee 3. Ma nella fascia under 18 le percentuali si capovolgono e così si scopre che se i maschi arrivano a 4 bicchieri e mezzo, le femmine ne totalizzano addirittura 6.

Se parliamo di giovani quanto influisce la componetene sociale? Il giovane Ministro Giorgia Meloni in una recente intervista ha sostenuto:

Ma un tempo le ragazze non prendevano la birra piccola?

Ma un tempo le ragazze non prendevano la birra piccola?

«Viviamo in una societa’ – evidenzia Meloni – che lancia solo messaggi fuorviani, sbagliati, anche per come racconta i giovani italiani, per come racconta questa nuova generazione. Perche’ – spiega – e’ vero che c’e’ un 10% delle ragazze italiane che fa uso di alcol che puo’ essere anche eccessivo, ma c’e’ un 90% che non lo fa e noi di questo 90% non diciamo mai una parola. Per noi esiste solo la minoranza, che sara’ sempre piu’ rumorosa della maggioranza perche fa sempre piu’ rumore un albero che cade che una foresta che cresce».

«Ma – avverte – dobbiamo fare attenzione, perche’ se noi continuiamo a raccontare queste generazione solo come fatta di bulli, di alcolizzati, alla fine si percepiscono cosi”’. Per il ministro, al contrario, occorre puntare proprio sugli esempi positvi, sul quel 90% di cui non si parla. ”Quello che e’ piu’ convincente per questi ragazzi – spiega – non e’ la politica, le campagne di prevenzione, ma e’ l’esempio che possono dare gli altri componenti della stessa generazione”. Se, ad esempio, ”avessimo la capacita’ di fare in modo che tra i giovani chi si ubriaca per rimorchiare una ragazza non fosse mai in grado di rimorchiarla perche ‘ e’ considerato un povero idiota, questo sarebbe molto piu’ convincente di mille campagne politiche»..

Stress, ignoranza, cattive abitudini e cattivi maestri stanno rovinando la salute delle donne Italiane. Prendiamone atto e cerchiamo di denunciare la cosa sensibilizzando quanto più possibile sull’argomento

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Il cuore matto

giovedì, luglio 30th, 2009
danacol

La pubblicità del Danacol fatta da Little Tony, clicca per vedere il filmato

Stamattina mentre facevo colazione  è passata in tv la pubblicità del Danacol con Little Tony e mia moglie ha esclamato: Ma quanti anni ha Little Tony? Certo che se li porta proprio bene”.

Secondo me l’età è sopra i 60, gli ho risposto, certo si tinge i capelli ma per il resto sta benonemagari arrivarci all’età sua come lui!

Eh già, mi ha risposto mia moglie, il problema è arrivarci perché se si rimane obesi si muore giovani…avevamo detto che saresti dimagrito entro i 35 anni… ormai te ne rimane solo 1 per raggiungere l’obiettivo.

E pensare che prima di riprendere tutti questi kili ero già arrivato a metà strada…

Si perchè il problema è che questo Blog esiste ormai da due anni, dei quali il primo non ho fatto nulla e nel secondo sono prima dimagrito e ora riingrassato. Siccome l’obiettivo che tacitamente mi ero dato era quello di finire il percorso di dimagrimento entro il 35° compleanno direi che sono a rischio e che è arrivato il momento di invertire la tendenza.

Sto ripartendo…lentamente ma sto ripartendo…

Apro una veolce parentesi per dire che pare che il Danacol funzioni e che Little Tony è  un testimonial del Danacol consapevole di quello che dice perchè nel 2006 ebbe in infarto proprio mentre era in scena ad un concerto ad Ottawa. Io non lo uso perchè preferisco contare solo sull’esercizio fisico e l’alimentazione sana finché ce la faccio.

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