Il buongiorno si vede dal mattino: il segreto per controllare la fame durante il giorno

venerdì, ottobre 16th, 2009

pasticciniHo notato che se durante la mattinata mi capita di rompere la dieta con un dolcetto al mattino quando c’è il compleanno di un collega o un qualche evento, poi ho molta più fame durante il resto della giornata.

Sono quindi andato a documentarmi ed ho scoperto come funziona il meccanismo della fame e come questo sia legato alla glicemia e l’insulina:

Le sensazioni di fame e di sazietà sono parzialmente regolate dalla presenza di glicemia nel sangue, se la glicemia è bassa si ha la sensazione della fame. Quando la glicemia è alta il corpo produce insulina per regolarla (l’ipoglicemia e l’iperglicemia possono portare al coma diabetico).

Quando si mangiano cibi ad alto indice glicemico (es un cornetto alla crema), la glicemia ha un picco cui consegue una massiccia produzione di insulina, può accedere quindi che la troppa insulina prodotta durante il picco glicemico riduca troppo la glicemia e si ripresenti molto presto lo stimolo della fame.

Ecco perchè, anche se in teoria dovremmo essere sazi, dopo aver mangiato un cornetto o pasticcino mignon (che contengono una valanga di calorie e carboidrati e quindi in teoria dovrebbero togliere la fame), la fame dopo pochissimo tempo si ripresenta ancora più forte.

Questo meccanismo può portare le persone che mangiano peggio ad avere problemi sulla produzione di insulina ( diabete)  il tutto è spiegato molto bene in questa immagine che ho tratto dal sito www.Cibo360.it

In figura 1a è riportato il caso relativo all’ingestione di carboidrati a basso indice glicemico: la glicemia s’innalza gradualmente, viene secreta una quantità normale d’insulina che riporta gradualmente la glicemia ai livelli precedenti l’assunzione di carboidrati. In questo caso la fame sopraggiungerà dopo circa 3 ore.

Figura 1b: a seguito dell’ingestione di carboidrati AIG (ad Alto Indice Glicemico), la glicemia subisce un brusco innalzamento, viene secreta una quantità notevole d’insulina che causa un’altrettanto brusca diminuzione della glicemia. In una situazione di questo tipo la fame sopraggiungerà dopo circa 1 ora dall’assunzione della stessa quantità di carboidrati.

insulina

La produzione glicemia viene stimolata dai carboidrati con alto indice glicemico, quindi sarebbe bene evitarli.

L’indice glicemico di un alimento indica la velocità con cui aumenta la glicemia in seguito all’assunzione di 50 g dell’alimento. L’indice glicemico è espresso in termini percentuali, rapportandolo alla velocità di aumento con la stessa quantità di glucosio (indice pari a 100): un indice glicemico di 50 significa che l’alimento innalza la glicemia con una velocità che è la metà di quella del glucosio fonte:wikipedia

Capito questo non ci resta che fare riferimento alla Tabella degli Indici Glicemici del Dr. Montignac e cercare di scegliere prodotti con un indice glicemico basso per non passare la giornata straziati dalla fame.

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Il caffè NON aiuta a dimagrire

martedì, luglio 22nd, 2008

Nino Manfredi - Caffè La caffeina stimola la produzione di insulina.

L’insulina è un neurotrasmettitore che regola la fame: se hai l’insulina alta hai fame.

Ergo il caffè non fa dimagrire. Anche se lo prendi senza zucchero, puoi essere certo che, dopo circa 3 ore dal caffè, quando l’insulina comincerà a girare per il tuo corpo, comincerai ad avere fame.
L’insulina facilita la trasformazione dei carboidrati in grassi e l’accumulo dei grassi, quindi se il caffè lo hai preso a fine pasto il tuo organismo trasformerà in grassi molti dei carboidrati che hai assunto.

Effetti benefici e dimagranti si hanno invece dall’assunzione di tè, in particolare quello verde.
Il tè introduce liquidi, aumenta la temperatura corporea (così bruci più grassi) e, sopratutto nel caso del tè verde riduce il normale aumento di glucosio e di insulina.

Perchè dico tutto questo?
Perchè sono arrabbiato con il bar che ho sotto l’ufficio: infatti il bar Tomeucci di V.le Europa a Roma ha aumentato nuovamente il prezzo del caffè espresso, che ormai costa 90 centesimi, quando a gennaio ne costava 70.
Ho bisogno quindi di un ulteriore stimolo, oltre l’arrabbiatura che mi viene ogni volta che mi rendo conto di quanto  vertiginosamente stiano aumentando i prezzi di tutte le cose che acquistiamo con più frequenza, per decidermi a smettere di prendere il caffè dopo pranzo.

Magari se inizio a far lavorare il bollitore che abbiamo nell’altra stanza o mi porto delle bottigile di tè freddo preparate casa posso riuscire a risparmiare quattrini e bruciare qualche caloria in più.

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