Nel nome della mezza stagione

21 aprile 2009 by admin

Fa notizia in questi giorni uno studio condotto dal International Journal of Epidemiology nel quale si riporta che alti tassi di obesità, soprattutto nei paesi più ricchi, sono la causa di 1 miliardo di tonnellate di emissioni di gas serra ogni anno, rispetto ai paesi con una popolazione più snella.

Perché chi è obeso mangia di più e si muove di meno, quindi richiede una maggiore produzione alimentare (che ha un suo costo in termini di ambiente), inoltre l’obeso che per natura è sedentario fa un largo uso di mezzi di trasporto e quindi inquina.

Mi pare chiaro, il ragionamento non fa una piega e mi sento in dovere di  integrarlo facendo presente che

  • gli obesi hanno un costo maggiore per la sanità pubblica
  • consumano più acqua perché devono lavare una superficie maggiore di pelle
  • consumano più detersivo (inquinando fiumi ed uccidendo delfini) perché lavano più piatti dopo aver mangiato più abbondantemente
  • incidono sulla mortalità dei bovini perché avendo spesso  i piedi gonfi indossano scarpe più grandi che necessitano quindi di più cuoio per essere cucite
  • respirano più aria perché il loro apparato cario circolatorio deve muovere una massa maggiore.

L’obesità quindi  ora ha un nuovo lato negativo: contribuisce al riscaldamento globale.
Ergo chi è obeso contribuisce:

  • allo scioglimento dei poli (con conseguente morte di tanti orsetti polari)
  • alla formazione del Niño provocando alluvioni in paesi del terzo mondo
  • alla desertificazione
  • allo scioglimento dei ghiacciai
  • agli incendi boschivi
  • alla pioggia acida.

Per ora mi fermo ma penso che la lista potrebbe essere molto più lunga.

Ecco quindi che l’obesità diviene, grazie a questo studio,  simbolo negativo per eccellenza del benessere occidentale,  malattia che da forma ai vizi capitali della gola, dell’accidia e della lussuria.

Un nuovo passo in avanti verso la criminalizzazione dell’obeso? forse si, però anche un importante segnale per dire che chi mangia, come chi fuma, non fa solo male a se stesso.

Chissà se arriveremo mai a pubblicità progresso sul tono “chi mangia fa male anche a te, digli di smettere”?

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Alli, un farmaco per dimagrire venduto al banco

20 aprile 2009 by admin
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Locandina del film “il Petomane” con Ugo Tognazzi

La GlaxoSmithkline ha annunciato il lancio di un farmaco chiamato Alli a base di Orlistat che potraà essere venduto anche senza licenza.

Si tratta di un prodotto in grado di ridurre l’assimilazione dei grassi assunti durante i pasti e, secondo quanto ho letto sul web,  associato ad un regime dietetico ipocalorico può portare ad un dimagrimento sensibilmente più veloce.

Controindicazioni? Il grasso non assorbito transita comunque per l’intestino e rende oleose le feci provocando incontenibili attacchi di diarrea ed una antipatica flatulenza  mista a feci.

Per ridurre tali effetti collaterali è necessario fare in modo che la dieta sia povera di grassi.

Bella fregatura no? una dieta povera di grassi per far funzionare il farmaco che assorbe i grassi ingeriti. A questo punto si fa prima a mangiare direttamente senza grassi e via.

Per chi volesse maggiori approfondimenti natura scientifica vi rimando al sito della EMEA (European Medicine Agency) .

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Cotto e mangiato: la torta di mele di nonna Vera …come dire di no?

26 marzo 2009 by admin

La golosità è la mia rovina.

parodi

Benedetta Parodi

L’altro giorno ero a casa ad ora di pranzo e facendo zapping alla ricerca di un telegiornale decente sono incappato in una rubrica del TG 5 che si chiama “Cotto e mangiato“.  Sono quindi stato completamente rapito da un servizio di un minuto e quaranta nel quale Benedetta Parodi ha illustrato la ricetta della torta di mele di Vera,  la nonna di Silvia Carrera della redazione del TG 5.

Da quando ho visto il servizio la torta di mele è diventata una ossessione e non vedo l’ora di poter avere una mezz’oretta di tranquillità per cucinare, e mangiare ancora calda la torta di mele presentata dalla Parodi.

So già che non potrò resistere a questa tentazione e che la mia dieta quel giorno andrà a farsi benedire.

Vi riporto di seguito la ricetta.

  • Impastare 250 grammi d burro e 250 di zucchero;
  • 3 tuorli d’uovo;
  • 250 gr. di farina precedentemente mischiata con una bustina di lievito (passata nel passino per evitare grumi);
  • montare a neve gli albumi delle uova ed incorporarli delicatamente  con l’impasto dal basso verso l’alto;
  • tagliare a spicchi e poi a fettine sottili 3 o 4 mele golden o renette;
  • versare l’impasto in una toriera foderata di carta forno;
  • inserire le fettine di mele a raggiera nell’impasto (più ne mettete meglio è);
  • cottura in forno 180 gradi per 40 minuti;
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La Torta di Mele cucinata da Cristina Parodi

Per chi volesse sul sito Video di Mediaset è disponibile il video del servizio.

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La buona cucina a vapore

16 marzo 2009 by admin
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Cibi cotti al vapore su tovaglia natalizia

Una delle cose che più pesa durante una dieta è dover rinunciare ai sapori, bisogna cucinare senza olio, e mangiare  verdure bollite o carne alla piastra non è certo il massimo.

Un buon metodo per mangiare qualcosa di decente pur cucinandolo senza grassi è quello di ricorrere alla cottura a vapore.

Per Natale i mie suoceri, sapendo della mia dieta, mi hanno regalato una macchina per la cottura a vapore, regalo azzeccatissimo e che uso tantissimo. Vi riporto di seguito alcune considerazioni ed indicazioni sull’utilizzo.

  • Come funziona:

Il meccanismo delle macchine per la cucina a vapore è semplicissimo: si mette l’acqua in un recipiente al centro del quale c’è una resistenza e si dispongono i cibi in cestelli forati sopra l’acqua. La resistenza fa evaporare l’acqua e il vapore salendo cuoce i cibi, si possono posizionare più cestelli uno sull’altro. In quasi tutte le macchine del vapore c’è un timer, la macchina si spegne da sola quando finito.

  • I Benefici:
  1. Si cucina senza olio quindi i cibi sono magri.
  2. Le vedure cotte mantengono più sapore, una maggiore fragranza, sono più consistenti, non vi è dispersione di vitamine, sali minerali & co nell’acqua.
  3. Puoi cucinare più cibi contemporaneamente
  4. Non devi lavare le pentole ma dei cestelli che basta sciaquare e che entrano agevolemente in lavastoviglie
  5. Il cibo lasciato nella macchina del vapore si conserva caldo.
  • All’atto pratico:

Ho usato la macchina per cucinare con ottimi risultati verdure, carne, pesce, uova, pane, frutta.

  • Consigliatissimi:
  1. Filetto di salmone con patate, con le patate sul cestello inferiore perché ci mettono tanto a cuocere;
  2. Bocconcini di pollo con verdure miste, tutto in un unico cestello;
  3. Anelli di calamaro e piselli, da farsi in un unico cestello
  4. Il riso, che si mette nell’apposito contenitore e non scuoce.
  5. Le uova sode che non hanno nulla di diverso da quelle che si fanno nel pentolino se non che si tolgono dal guscio prima di cuocerle e che quindi non c’è lo stress di pelarle.
  6. Il pane, fare dei panini piccolini e cuocerli per una ventina di minuti, saranno morbidissimi, senza crosta, molto adatti per i bambini.
  7. Il petto di pollo, che viene comunque più saporito che sulla piastra
  8. Il crème caramel, viene come in forno ma si fatica di meno
  9. Mele e pere cotte, come per il crème caramel la cottura è più semplice.
  10. Olio al peperoncino o limone per condire le verdure
  • Evitare:
  1. Il trancio di salmone, è troppo grasso, viene meglio sul barbecue o sulla piastra
  2. La maionese per condire le uova e le verdure perché sennò tanto valeva che vi facevate la carbonara.
  • Controindicazioni:
  1. Non so dire quanto incida in termini di consumo energetico
  2. Non ho più l’acqua nella quale ho bollito gli spinaci per annaffiare le piante.

Nell’immagine a corredo dell’articolo (che ho scattato con il mio telefonino) vedete una serie di piatti cucinati al vapore e sullo sfondo una bottiglia di olio al peperoncino. Ormai a casa siamo abituati a condire pasta e riso con le verdure cotte al vapore, il sapore non è certo quello delle verdure ripassate in padella ma è comunque passabile e sicuramente meglio delle verdure bollite.

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La tassa sulla cioccolata

13 marzo 2009 by admin

kinder.jpgFa discutere la proposta di tassare la cioccolata lanciata ai microfoni della BBC da un medico scozzese che risponde al nome di David Walker.

Il Dr. Walker sostiene che la cioccolata giochi  un ruolo importante sulla strada verso l’obesità e che, sopratutto per combattere il diabete di tipo 2,  una tassa potrebbe essere d’aiuto.

Non riesco a trovarmi d’accordo con il Dr. Walker , concordo con lui su come possa essere dannoso e sul fatto  che troppe persone ne fanno un uso eccessivo ma non credo che la tassazione possa essere la soluzione.

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Enzo Salvi nei panni del tossico "Cipolla"

Se hai voglia di cioccolata hai voglia di cioccolata e non può certamente essere il prezzo l’elemento dissuasore. Infatti è impossibile resistere,  adulti e bambini, sedentari e sportivi, grassi o magri, non conta il ceto o l’appartenenza religiosa (fatta eccezione per il sangunaccio ovviamente) prima o poi tutti pieghiamo la testa di fronte alla Voglia di cioccolata.

E’ come una droga. E con i drogati si sa non si ragiona granché bene.

Come risolvere? Non certo scagliandosi contro un unico prodotto. Meglio sarebbe parlare del “cibo spazzatura” in generale e dell’eccessiva sedentarietà. Incentivare lo sport, fare cultura gastronomica, spiegare che si può anche mangiare la cioccolata ma che bisogna farlo bene: poca, di buona qualità ed inserita in uno stile di vita sano.

Con l’occasione vi segnalo un interessante studio sulle merendine al cioccolato della Kinder Ferrero, secondo l’autore il famoso slogan “con più latte e meno cacao” è una bella bufala perchè la presenza di più latte non comporta (come si potrebbe immaginare) la presenza di più proteine, mentre i prodotti sono eccessivamente dolci…meglio quindi la tradizionale tavoletta di cioccolata magari fondente.

Per i più golosi segnalo anche la ricetta del Brigadeiro, un dolcetto brasiliano cui è impossibile resistere.

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Periodo nero

9 marzo 2009 by admin

chiuso_per_sfiga Questo non è un buon momento.

Pensavo di aver superato la parte più difficile della dieta a gennaio quando mi sono lasciato alle spalle le tentazioni delle festività natalizie ma mi sbagliavo.

Infatti a metà gennaio mi sono infortunato giocando a rugby, nulla di grave, ma per quasi due mesi non ho potuto fare neanche la cyclette. Ne hanno risentito il mio metabolismo e sopratutto il mio umore.

Il matabolismo è rallentato, ho più sonno, sono meno reattivo ed è diminuita la velocità del mio  dimagrimento. Questo tutto sommato non è un gran problema, il vero problema è che sono più nervoso!

No sport = no endorfine
No endorfine = nervosismo
Nervosismo = fame fame fame fame fame fame fame fame fame fame fame fame fame fame fame

Il passaggio perfortuna è stato graduale, non ho riiniziato a mangiare da subito, ma ormai, passati quasi 50 giorni dall’infortunio, e con una preoccupante escalation negli ultimi 10 giorni sono tornato a mangiare. Cerco sempre di seguire la dieta nei pasi ma ho cominciato anche a “sfondarmi” fuori paso.

La situazione è grave.

Domani riinizierò ad allenarmi, spero di poter tornare presto in carreggiata.

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Da uno studio sui ragazzi obesi alle visite di leva: l’azione combinata di obesità e fumo negli adolescenti influisce sulla mortalità

26 febbraio 2009 by admin

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Il Sergente Hartman ed il soldato Palla di Lardo nel film Full Metal Jacket

Il British Medical Journal ha pubblicato un interessante studio secondo il quale gli adolescenti che a 18 anni sono obesi e fumatori hanno un tasso di mortalità superiore rispetto ai coetanei che non hanno tali problemi.

Lo studio è stato condotto dagli autorevoli Karolinska University Hospital di Stoccolma e Uppsala University Hospital di Uppsala  in Svezia con l’obiettivo di approfondire l’incidenza di sovrappeso e abitudine al fumo nell’età adolescenziale sulla mortalità degli adulti.

Per raggiungere l’obiettivo i ricercatori hanno fatto riferimento ai registri delle visite di leva dell’esercito svedese, al registro delle cause di morte e ai dai censimenti della popolazione, analizzando un targhet di 45 920 uomini svedesi seguiti per la bellezza di 38 anni.

I risultati sono preoccupanti perchè Le analisi hanno rivelato che per quelli che nel periodo in cui sono stati esaminati erano sovrappeso, il rischio di morire prematuramente era tre volte più alto rispetto ai soggetti normopeso, mentre l’essere obesi più che raddoppiava il rischio.

I ricercatori fanno notare che questi rischi sono confrontabili con quelli associati al fumare. “Nella tarda adolescenza il sovrappeso si è rivelato rischioso quanto fumare da 1 a 10 sigarette al giorno, mentre l’obesità quanto il fumare oltre 10 sigarette al giorno,” scrivono gli scienziati.

Che fregatura: non solo l’adolescenza fa schifo quando sei obeso, ma non puoi neanche goderti la vita quando bene o male dell’obesità, salvo che per motivi clinici, te ne dovrebbe fregare poco o niente, ovvero dopo i 50 anni.

Considerazioni sarcatische a parte questo studio ci dovrebbe far riflettere sull’importanza di educare i nostri figli ad avere dei regimi alimentari corretti e fare attività fisica (oltre che ovviamente non fumare, non drogarsi, non fare i bulli a scuola…).

Che lavoraccio fare i genitori!

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Nonostante tutto andiamo avanti

26 febbraio 2009 by admin

Sono appena stato dal dietologo, anche questo mese ho perso circa 3 kg.

Dietometro-26-2-09

Il mio dietometro aggiornato al 26-2-09 cliccare per ingrandire

Devo dire che sinceramente non ci speravo perché a gennaio mi sono infortunato giocando a rugby e quindi la quantità di attività fisica che faccio è drasticamente diminuita.  L’inverno poi non mi aiuta come stagione perché quando fa freddo e piove tendo ad innervosirmi e se sono nervoso mangio di più..Oltre a questo devo aggiungere alcuni eventi mondani e familiari che mi hanno portato a più di una cena.

Insomma, ho diminuito l’attività fisica (che è passata da 7 ore in campo a massimo 2 sulla cyclette) e mangiato cose che non dovevo mangiare (frappe, dolci vari, primi molto conditi, birra, rhum..)

Eppure i risultati ci sono stati lo stesso.

Probabilmente è dovuto al fatto che, bene o male, anche se di tanto in tanto rompo la dieta, nel complesso mi sto comportando bene. In particolare in ufficio dove faccio dei pranzi estremamente magri e semplici.

Da quando ho iniziato la dieta che mi hanno prescritto i dottori dell’unità di endocrinologia diabetologica del Fate Bene Fratelli ho perso la bellezza di 13 kg, un buon risultato se si considera che sono passati solo 3 mesi e mezzo.

Spero comunque di poter accelerare il ritmo con l’arrivo della primavera e dell’estate, non mi dispiacerebbe poter acquistare dei vestiti decenti durante i prossimi saldi.

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Mc Donald’s – Amore, odio e generalizzazione

10 febbraio 2009 by admin
SuperSizeMe

La locandina del film Super Size Me

Cosa pensate se vi dico Mc Donald’s?

Spulciando nei ricordi i più giovani forse penseranno a feste di compleanno mentre i meno giovani a quando ci sono andati per la prima volta all’estero.  Chi abita a Roma ed ha la mia età immagino penserà a quando si andava a quello di Piazza di Spagna e poi si proseguiva facendo “lo struscio” su Via del Corso.

Più o meno tutti faremo un lungo sospiro pensando al sapore di alcuni prodotti (io impazzisco per il Sundae al cioccolato) ed un altrettanto lungo respiro pensando a quanto i cibi saporiti venduti dalla celebre multinazionale possano essere dannosi per il nostro fegato.

Girando per la rete ho trovato questo simpatico video che introducendo il “Big Butt Menu” enfatizza uno degli principali effetti  collaterali  che il consumare pasti troppo spesso al Mc Donald’s può provocare.

Il dietologo mi ha proibito nella maniera più assoluta di frequentarlo, dicendomi che, se anche prendessi un hamburger senza nulla, farei un danno alla mia dieta perchè al Mc Donald’s anche il pane è incredibilmente grasso.

Per ora quindi non se ne parla. Una volta finita la dieta però ci tronerò di tanto in tanto, perchè, anche se non paragonabile in termini di sapori con quanto offerto dalla cucina italiana, per il pasto al volo quando si ha fretta e si vuole spendere poco il Mc Donald’s rimane un punto di riferimento.

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Regime alimentare

9 febbraio 2009 by admin
Regime Alimentare

Regime alimentare: Stalin in versione Nando Mericoni che mangia spaghetti

La dieta sta funzionando.

Me lo dicono mia moglie, la bilancia, i buchi della cinta, lo specchio e gli amici e colleghi che sempre più spesso mi fanno la stessa domanda: “che dieta fai?”

All’inizio del mio percorso rispondevo : “faccio una dieta non dissociata, dove c’è tutto, le porzioni sono abbondanti, olio d’oliva solo a crudo e niente di fritto”.

La risposta che invece mi trovo a dare ultimamente è: “non sono a dieta, seguo un regime alimentare corretto“.

Dico così perché la parola “dieta” ha il sapore di  qualcosa di temporaneo, qualcosa che nasce per raggiungere un obiettivo e poi morire, mentre la parola “regime” (dal termine latino Règere da cui viene anche il termine  regola) mi da l’idea di qualcosa di più stabile e appunto regolato… qualcosa destinato a durare nel tempo.

Perché dico questo?

Perché in più di una occasione mi è capitato di dimagrire e, non appena finita la dieta e riprese le vecchie abitudini alimentari sbagliate, ingrassare nuovamente alla velocità della luce.

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Etimologia del termine "regime" tratta dal dizionario Etimologico Italiano

Stavolta sto cominciando a metabolizzare il fatto che l’alimentazione corretta dovrà necessariamente accompagnarmi per tutta la vita.

La novità è che non mi dispiace affatto perché sono tali i benefici e la sensazione di benessere che sto vivendo grazie ad un regime alimentare corretto che sono contento di questa consapevolezza.

Prof Giorgio Calabrese

Il simpatico Prof. Calabrese sarebbe orgoglioso di me?

D’altra parte, quella che io ho scherzosamente chiamato la dieta del rugbysta, altro non è che una sanissima dieta mediterranea con qualche proteina in più.

Allo stesso modo sono consapevole del fatto che dovrò, per quanto possibile, continuare a fare attività fisica per il resto della mia vita e che la mia dieta sarà necessariamente sempre influenzata dalla quantità di attività fisica che farò.

La cosa bella è che, come ho detto, non mi dispiace affatto.

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