Archive for the ‘Pensieri’ Category

Giorgia Meloni: il giovane ministro contro la cultura che porta ai disturbi alimentari

venerdì, novembre 28th, 2008

Ho letto con piacere la dichiarazione del Ministro della Gioventù Giorgia Meloni relativamente al pessimo esempio alimentare che viene portato dal programma  l’Isola dei Famosi, programma nel quale i concorrenti ora digiunano, ora si abbuffano (ed io aggiungo che nel frattempo si beccano e trombano).

Ho letto con altrettanto piacere che il Ministro ha presentato ieri un sito dedicato ai disturbi alimentari che si chiama Timshel, parola ebraica che vuol dire “tu puoi” ..sarà mica dedicato a me??

Il portale Timshel, per quanto desolantemente vuoto, nasce con tutti i presupposti per essere un buon punto di riferimento per i navigatori: vi collaborano l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù , L’associazione Bulimia Anoressia ed i partecipanti del progetto Pe(n)sa differente (un progetto di sensibilizzazione sull’argomento). Tra i pochi contenuti pubblicati si trovano la piramide alimentare, ed una testimonianza di una adolescente in crisi per colpa delle merendine e del fast-food.

Sono curioso di vedere come si evolverà, per portare (se magari lo attivano) anche la mia esperienza attraverso un post sul forum.

Tornando all’Isola dei Famosi (che non si è capito per chi siano famosi quei tizi perché io sinceramente, a parte Luxuria ed il mitico Ciavarro, stavolta non ne conoscevo neanche uno) non posso che essere d’accordo con la Meloni. Anche se, più di una volta, non lo nego, ho sognato anche io di trovarmi in una situazione stile isola deserta: sole, mare, tanto nuoto (quando ancora mi entrava la muta facevo pesca sub) e sopratutto poche cose da mangiare, niente tentazioni; la certezza di dimagrire, in un modo o nell’altro, con le buone o con le cattive, in pochissimo tempo.

Non posso che auspicarmi quindi che queste dichiarazioni che condivido possano un giorno trasformarsi in un qualcosa di concreto contribuendo ad un processo di riqualificazione della nostra televisione pubblica. Perché per sentir parlare un nutrizionista in RAI i nostri giovani dovrebbero marinare la scuola per assistere ad Uno Mattina o TG 2 costume e società, mentre per tutto il resto della giornata, sopratutto in prima serata (io parlo da persona che non vive attaccata alla TV, quindi se qualcuno non è d’accordo lo prego di smentirmi)  vanno in onda solo modelli sbagliati.

Ho una figlia che ormai ha quasi due anni ed vivo nella paura che possa acquisire le abitudini alimentari che mi hanno portato all’obesità, o peggio che la possano portare all’anoressia..dico peggio perché di anoressia si muore a 15 anni mentre per l’obesità c’è più tempo per recuperare.
Cosa farò quando mi chiederà di fare danza? la manderò a Judo? e se iniziasse a vedere Amici e quel programma sui tronisti di cui non ricordo il nome? se volesse per forza avere il fisico di una velina?  Riuscirò a recepire ed interpretare correttamente i campanelli d’allarme che il suo comportamento mi invierà quando comincerà ad essere adolescente?

Lo scorso dicembre sono andato con mia moglie a Londra, e tra lo shopping in Oxford Street e più di un Fish & Chips (povero fegato mio quei giorni! ma che sapori!!!) abbiamo visitato il museo delle cere Madame Tussaouds; lì ho visto qualcosa che mi è rimasto veramente impresso: una ragazzina inglese di circa 14 anni che saltellava dalla gioia ed entusiasticamente si metteva in posa accanto alla statua di cera di Kate Moss mentre i genitori, assolutamente ignari di chi fosse Kate Moss scattavano una foto.

Ora, sarà perché, come mi rimprovera sempre mia moglie, sono troppo aggiornato sul gossip perchè di tanto in tanto in ufficio vado a leggere il sito del Tgcom, sarà perché sono per mia passione attento a quello che succede nel mondo della musica rock, io so che Kate Moss è una modella,  con seri problemi comportamentali, di droga ed anoressia e che il suo fidanzato è il classico punkettone tossico tipo Sid Vicus (un alter ego musicista del Sorcio di Romanzo Criminale per chi non lo conoscesse).

Ecco perché mi preoccupo per la mia bambina!
Se ora che ho poco più di 33 anni non riesco a capire cosa mai passerà mai nella testa di una ragazzina quattordicenne per vedere un personaggio come Kate Moss come qualcuno accanto a cui sarebbe bello farsi la foto, cosa farò quando avrò 45 anni e mia figlia 14?
Riuscirò con l’esempio ed il mio lavoro di genitore a bilanciare la valanga di modelli fasulli che questa televisione così consumistica le lancerà addosso??

Ritornando alla dichiarazione di Giorgia Meloni, non mi rimane che sperare in cambiamento in meglio, almeno per il servizio pubblico, in questi 12 anni che mi restano prima che mia figlia diventi adolescente.

Nota: la foto del ministro l’ho presa dal sito http://giorgiameloni.garbatella.it non so che a tipo di diritti sia vincolata… nel caso avesse dei diritti riservati fatemelo sapere per le vie brevi commentando l’articolo così la levo al volo.

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Daje ar ciccione

giovedì, novembre 27th, 2008

PoldoEssere obesi è sgradevole.
È sgradevole per se stessi, perché si suda, si vestono abiti che cadono male, si ha la pelle grassa, si fa fatica ad allacciare le scarpe.
È sgradevole per gli altri che sono costretti a subire la tua obesità quando gli sudi vicino in metropolitana e quando con la tua sola presenza sgraziata ed esteticamente perdente, sintomo della pigrizia, trascuratezza e svogliatezza tipica dell’obeso, incarni ai loro occhi il risultato di tanti difetti della tua scarsa volontà.

Ecco quindi che ai tanti problemi che già uno ha per conto suo si deve aggiungere quella certa insofferenza manifestata dai magri nei tuoi confronti, alle volte è uno sguardo, altre una battuta, altre ancora è far finta che sei trasparente..

Una volta, in vacanza, il negoziante del negozio Outlet che si trova a Tropea (all’incrocio tra Via Roma e Corso Vittorio Emanuele) quando gli ho chiesto se vendeva costumi da bagno taglia 58 (allora non ero ancora così grasso) mi rispose con un sorriso sornione che avrei volentieri riempito di pugni “no devi dimagrire”…sto dimagrendo ma me la sono segnata al dito, per questo vi invito ad evitare quel negozio.

Probabilmente in tanti non si fermano a riflettere sul fatto che una persona possa essere obesa non solo perché ha colpe. Un lavoro da impiegato mal pagato obbliga alla sedentarietà e non permette di pagarsi la palestra; una persona che deve fare un ora di auto per andare e un ora di auto per tornare dal lavoro e poi deve pensare ai figli non ha materialmente tempo per dedicarsi all’attività fisica; se non si ha una mensa in azienda può capitare di mangiare sempre al bar o al Mc Donald; farmaci come il cortisone sono capaci di rovinare l’aspetto di una persona in pochissimi mesi; non tutti hanno una cultura dell’alimentazione; c’è chi quando è sotto stress non mangia e c’è chi invece sotto stress mangia; dove non arriva la cultura arriva il portafogli: al Mc donald costa meno un litro di coca cola che mezzo litro d’acqua.

Insomma secondo me non è giusto pensare che una persona sia obesa solo perché schiava delle sue debolezze. Anche perché poi è per primo l’obeso a soffrire e preoccuparsi della sua situazione. Perché l’obesità, oltre che accorciare le aspettative di vita compromettendo la salute, impatta anche su altri aspetti molto delicati della quotidianità di una persona, è recente infatti uno studio che rivela come i livelli di testosterone (ovvero l’ormone che regola il desiderio sessuale) siano particolarmente bassi nelle persone obese.
Eppure la mia non è una scuola di pensiero condivisa, perché mentre vedo che l’obesità stata riconosciuta dalla cassazione una malattia invalidante e che la corte suprema dal Canada ha deciso che anche se si è obesi e per questo si occupano due sedili di aereo le compagnie aeree non possono far pagare due biglietti trovo in giro ancora tanta intolleranza.

Oggi mi è caduto l’occhio su un video messaggio blog proprio relativo alla sentenza canadese:

Eccessivo? Forse il tizio ha ragione nel dire che mentre una madre con un bambino piccolo è costretta a tenerlo in braccio un obeso occupa due posti pagandone uno…però il tono è decisamente sbagliato.

Come sempre la verità sta nel mezzo.

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La macchina del pane, quando dieta ed economia domestica si incontrano

lunedì, novembre 24th, 2008

Sono molto contento della dieta che mi ha dato il dietista del  Fate Bene Fratelli. È una dieta varia ed abbondante, talmente abbondante che mi trovo a mangiare una quantità di pane ben superiore a quella che mangiavo quando non ero a dieta.

La mia dieta infatti prevede circa 60 grammi di pane alla mattina (o 40 di fette biscottate) 90 grammi a pranzo, 90 grammi a merenda con 50 grammi di prosciutto (ma solo quando ho gli allenamenti la sera) e altri 120 grammi di pane per la sera.

Sono dosi decisamente abbondanti e trovano giustificazione nella grande quantità di sport che faccio grazie al mio impegno con la squadra di rugby ed all’elevato fabbisogno del mio metabolismo basale ( Wikipedia ci dice che “Il metabolismo basale è il dispendio energetico di un organismo a riposo, e comprende l’energia necessaria per le funzioni metaboliche vitali (respirazione, circolazione sanguigna, digestione, attività del sistema nervoso, ecc.)“.

Mi trovo quindi ad essere sempre particolarmente attento a non far mancare mai il pane in casa, e quando non so se il giorno successivo avrò l’opportunità di andare a ricomprare il pane, cerco sempre di comprarne un po’ di più.

Purtroppo il problema è che, poiché per fare meglio le porzioni compro sempre le rosette, il pane che prendo al supermercato non dura mai più di un giorno (il discorso sarebbe diverso se comprassi pani che si mantengono di più come il casareccio o il pane di altamura).

Sabato mattina, di fronte ad una rosetta comprata giovedì che sembrava un sampietrino,  con uno scatto d’orgoglio ho spolverato la mia macchina del pane e deciso di provare a fare un pane (più o meno dietetico) da utilizzare per la mia dieta.

La macchina del pane per chi non la conoscesse è un fantastico elettrodomestico inventato dai francesi per impastare, lievitare e cuocere il pane; è semplicissima da usare, consuma pochissima elettricità e costa circa 80 euro.

Ho quindi messo nella macchina gli ingredienti necessari, secondo il manuale della mia macchina del pane, per la realizzazione del pane bianco o alla francese premurandomi di sostituire gli alimenti grassi con elementi più magri, ovvero usando latte totalmente scremato invece che quello parzialmente scremato e l’olio di oliva invece del burro. Il risultato è stato un pane non proprio morbidissimo (i grassi servono) ma comunque con un ottimo sapore e sopratutto una tenuta nel tempo straordinaria.

Stamattina infatti, a 3 giorni dalla cottura, era ancora tenerissimo e sono certo che rimarrà tale almeno per altri 2 giorni (se non lo finisco prima).

Mi sono quindi fatto un veloce ragionamento aiutandomi con i prezzi presenti sul sito SMS consumatoti :

  1. Il prezzo medio per un Kg di pane per la mia città è di 2.90 euro
  2. Un kg di farina 00 costa 60 centesimi
  3. Un litro di latte costa 1.40 euro
  4. Il lievito di birra della Paneangeli mi costa 90 centesimi per tre bustine
  5. Per fare un kg di pane uso: 600 gr di Farina, 250 cc di latte, e mezza bustina di lievito
  6. Il pane fatto in casa mi costa (al netto dell’elettricità che comunque è poca) solo 90 centesimi al Kg (40 centesimi di farina, 35 centesimi di latte, 15 centesimi di lievito)

Sono quindi arrivato alla conclusione che il pane fatto in casa costi un terzo di quello comprato al supermercato offrendo una durata nel tempo decisamente superiore, un sapore migliore e, se fatto con determinate attenzioni, meno grassi.

Considerando che per la mia dieta dovrei consumare mediamente 1 kg di pane ogni 3 giorni, e che il risparmio nell’utilizzo della macchina del pane è di 2 euro per ogni Kg a fine mese dovrei avere in tasca la bellezza di 20 euro, 240 euro se il calcolo viene fatto su base annua. Senza calcolare la quantità di pane che sprecherei perché divenuto immaginabile già dal giorno successivo all’acquisto se lo comprassi sempre al supermercato.

Mica male! E poi il pane della macchina del pane ha un sapore migliore, dettaglio importante per chi, essendo a dieta, è costretto a rinunciare a tanti sapori. Per non parlare poi della grande soddisfazione che si ha offrendo pane appena sfornato agli ospiti.

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13 giorni di dieta tra alti e bassi

lunedì, novembre 17th, 2008

Siamo al tredicesimo giorno di dieta.
Domani incontrerò il dietologo e con lui farò un bilancio ufficiale sul mio dimagrimento, vedremo peso, girovita e immagino lavoreremo insieme per tarare meglio la dieta.

Prima dei dati ufficiali voglio però fare una cronaca di questi primi giorni di dieta ed un  bilancio per quel che concerne il mio stato d’animo.

  • I primi tre giorni sono stati durissimi, la dieta è molto varia e le porzioni sono abbondanti, ma anche se mi alzavo da tavola sempre sazio, alla sera ero sempre molto affamato e nervoso. Non avevo nostalgia nè dei sapori nè della quantità, ma sentivo che comunque qualcosa era diverso, percepivo che il mio fisico era impegnato a cercare su se stesso i grassi che non stavo ingerendo. Sono stato particolarmente intrattabile ed ho faticato veramente tantissimo per rimanere nei binari.
  • I primi risultati si sono visti subito, già dal quarto girono il viso ha cominciato a sgonfiarsi, ho guadagnato un buco della cinta e la bilancia mi ha dato grandi soddisfazioni, quasi tre chili di meno nei primi 5 giorni.. ma facciamo attenzione perché i primi giorni si perdono soprattutto liquidi. La cosa più bella poi è la sensazione che il metabolismo stia accelerando, ci si sente più svegli e leggeri, l’ottimismo prevale. Quando si corre e si fanno le scale i chili persi anche se pochi si percepiscono sensibilmente. Ottimismo alle stelle.
  • Comunque la strada è in salita dopo degli allenamenti di atletica particolarmente duri al settimo giorno di dieta non sono stato bene, il giorno successivo ho avuto una sensazione si spossatezza, difficoltà nel concentrarmi, sonno, gambe e braccia pesanti. La brutta sensazione di spossatezza è stata fortissima per tutta la mattinata fino al pranzo, poi mi sono ripreso un pochino, nei giorni successivi andata pian piano meglio e solo oggi (a distanza di quasi una settimana e senza aver rifatto sport a causa del campo allagato) comincio a risentirmi bene. In questi giorni sono stato particolarmente nervoso.
  • Il peso non scende più…anzi di qualcosa è salito. Mia moglie, a ragione, si raccomanda con me di non pesarmi tutti i giorni perché altrimenti rischio di non percepire i miglioramenti. Ormai sono 5 giorni che la bilancia è ferma sui 120,4 kg. Immagino dipenda dal fatto che non mi sono potuto allenare e che un paio di volte ho rotto la dieta:
    1. Un collega alto atesino ci ha portato uno strudel (il mio dolce preferito) e ne ho presa una fetta
    2. Un paio di volte ho preso dopo pranzo il caffè con lo zucchero
    3. Al battesimo della mia seconda figlia ho mangiato la torta ed il giorno dopo ho cucinato una pastasciutta facendo un pesto con le noci, il radicchio ed il parmigiano avanzati dal buffet e della panna da cucina.
  • Sono pentito di aver rotto la dieta? certamente mi dispiace ma sinceramente penso che fosse giusto per me farlo, devo cercare di mantenere un equilibrio, non cedere mi avrebbe fatto stare peggio, mi sarebbe salito il nervosismo ed avrei corso il rischio di mandare tutto all’aria e di rompere la dieta con qualcosa di molto peggiore.

La strada è in salita, lo sapevo che non sarebbe stato facile e più di una volta ho pensato di mollare, correre alla macchinetta dell’ufficio e prendere uno o due snack alla cioccolata e caramello o comprarmi un mont-blanc in pasticceria e mangiarmelo tutto davanti alla tv.  Mi sono fatto forza e mia moglie mi ha sostenuto tantissimo. Il bliancio comunque è positivo, nonostante qualche debolezza alla fine ho retto.

Mi dispiace non aver trovato la forza di parlare sul blog delle mie sensazioni durante i periodi di pessimismo e nervosismo, mi ritrovo a scrivere qui solo quando le cose vanno bene, e non mi pare corretto. I bilanci quando si sta a dieta (se ci si riesce) in linea di massima sono positivi, ma quello che c’è tra un bilancio e l’altro è sacrificio, sofferenza e spesso pessimismo… tutte sensazioni che trovo giusto condividere nel momento in cui si tenta di fare un diario fedele del proprio percorso di dimagrimento.

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Un anno di blog e 5 giorni di dieta… un bilancio ed alcune novità

martedì, novembre 11th, 2008

Buon Compleanno al mio blogOggi il blog compie un anno, obbligatorio quindi fare un bilancio dell’attività editoriale ed uno stato dell’arte per quel che riguarda il mio lungo cammino verso il dimagrimento.

Comincio dalle cose facili parlando dei numeri del blog: in un anno ho scritto la miseria di 17 articoli, che hanno raccolto la bellezza di 22 commenti, 19 dei quali sono stati pubblicati.  La maggior parte dei visitatori mi viene a trovare grazie ai motori di ricerca utilizzando la parola chiave “ce la posso fare” (chissà cosa mai cercherà chi mette una parola chiave di questo tipo???), altri arrivano cercando gli effetti collaterali del rimonabant o attratti dai miei articoli su caffè ed insulina o sul dimagrimento grazie all’uso del nintendo wii. Non compaiono visitatori portati da parole chiave come “obesità” o “dieta” perchè immagino che su internet vi sia una forte concorrenza per apparire ben posizionati nei motori di ricerca con keyword che, come queste, possono portare business.

Le visite non sono moltissime, ma il fatto che mediamente gli utenti leggano più di una pagina mi porta a pensare che comunque il blog sia apprezzato.

Chiusa questa parentesi dedicata allo strumento blog mi cimento nel tentare di dare un bilancio anche per quel che riguarda le mie aspettative rispetto allo strumento blog finalizzato al mio lungo percorso.

In questi 12 mesi il blog mi ha aiutato a:

  • Vivere con più leggerezza e maggiore determinazione la situazione;
  • Accorgermi che ci sono tante persone che vivono la mia situazione, tifano per me, e più o meno indirettamente mi sostengono lasciando commenti;
  • Lanciare al mondo la mia sfida…perchè una cosa è dire davanti allo specchio “devo dimagrire” ed un altra è cominciare a parlarne sul web;
  • Conoscere meglio il problema dell’obesità e della corretta alimentazione, perchè da quando ho il blog sono molto più attento a quanto viene pubblicato in internet sull’argomento;

Il tutto si è riflettuto positivamente nella mia quotidianità, sono stato più attento a quello che mangiavo, ho iniziato a fare sport con continuità e finalmente ho iniziato una dieta sotto controllo medico.

Il bilancio insomma è decisamente positivo…  per questo ho deciso di rilanciare ulteriormente questo blog tirando fuori 2 novità: Il Dietometro e la categoria “Il Diario del lungo cammino”, due nuovi strumenti che hanno l’obiettivo di coinvolgermi ulteriormente sul blog.

  • Il Dietometro è un grafico che riporta l’andamento del mio peso.
    Parte dal marzo 2007, periodo in cui ho raggiunto il peso record di 128 Kg e sarà aggiornato con costanza indicando eventuali note relative al momento in cui ho registrato il peso.
  • Il Diario del lungo cammino è una nuova categoria del blog nella quale compariranno tutti gli articoli relativi al lungo cammino verso il peso forma.

Ho scelto così di dare maggiore visibilità all’impegno che ho preso con me stesso e la mia famiglia.Con la certezza, ad un anno dal lancio del blog, che parlarne sul web mi sta aiutando ad affrontare uno degli aspetti più duri di una dieta: quello psicologico. E con la speranza che queste mie riflessioni ed il mio diario possano essere uno stimolo positivo per altre persone nella mia situazione.

Concludo con un sentito ringraziamento verso tutti gli utenti che mi hanno incoraggiato lasciando un commento, con particolare affetto per tutti coloro che condividono la mia situazione. Grazie! mai come ora sento che ce la posso e ce la possiamo fare.

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Obesita’: 1 mln bimbi italiani extra-large, ma mamme non li vedono grassi

giovedì, ottobre 9th, 2008

ci_fame1 Vorrei commentare un interessante articolo che ho trovato sul sito di ADNKronos.

Da uno studio commissionato dal ministero del Welfare all’Istituto Superiore di Sanità e condotto su 46000 bambini di tutta Italia è emerso che nelle scuole elementari abbiamo circa un milione di bambini obesi.

Pare che il problema sia concentrato sopratutto nelle regioni del sud, dove è possibile trovare il triste connubio di cattive abitudini alimentari e comportamentali affiancate da mamme che non vedono il problema.

L’articolo mi ha subito richiamato alla mente una scena dello splendido film “La fame e la sete” del mitico Antonio Albanese: nella scena del film la mamma siciliana di uno dei personaggi interpretati da Albanese offre al figlio un pò di caponata per colazione, Albanese (che come vedete dalla foto del film, è bello paffuto) rifiuta il piatto dicendo che non ce la fa a mangiare una cosa così pesante di prima mattina e che pesa già troppo e dovrebbe dimagrire…gli rispondono sia la madre che la moglie dicendogli che “un altro paio di chili te li vedrei bene addosso”.

Scena simile l’ho vissuta questa estate, quando in vacanza nella zona di Capo Vaticano, ho visto l’obesissima figlia dell’obesissima proprietaria di una pasticceria che, poichè era necessario “fare merenda” infilava a forza un bignè  ricco di crema al cioccolato che sarà pesato 250 grammi, nella bocca della riluttante e decisamente abbondante figlioletta di massimo un anno e mezzo. Trattandosi di una famiglia di pasticcieri questo è il classico caso limite…però… povera creatura…

Ecco quindi che lo studio dell’ISS conferma quello che la satira ed i luoghi comuni ci dicono da tempo: che ogni scarrafone è bello a mamma sua e che in determinate regioni essere in sovrappeso/grassi/obesi è inteso come un segno di benessere e piuttosto che un problema.

Ecco quindi che ad un problema strutturale del mezzogiorno (poche palestre e centri sportivi) si associa un problema di cultura del cibo, della gestione del tempo libero e dell’interpretazione del fenomeno obesità…

La questione, dal momento che si parla di cultura e abitudini,  è quindi quantomai complicata da risolvere.

Sarebbe a questo punto interessante se l’ISS andasse a riintervistare questi 46000 bambini tra 10 anni, quando saranno adolescenti..quanti saranno obesi? e quanti avranno disturbi alimentari come anoressia e bulimia?

Nel mio piccolo ce la metto tutta per cercare di dare buone abitudini alimentari ai miei figli e devo dire che non è facile. Con mia moglie, man mano che i figli crescono, stiamo adottando dei comportamenti che aiutano.

Ne riporto alcuni, tenete a mente che mia figlia ora ha meno di 2 anni…per il futuro dovremo evolverli..

  • La cucina è sempre chiusa, vi si accede solo il tempo strettamente necessario.
  • I bambini stanno a tavola / seggiolone solo il tempo necessario per mangiare, se mamma e papà mangiano dopo di loro possono scendere dal seggiolone ed andare a giocare o guardare una videocassetta.
  • Biscotti, merendine, crackers, pane sono tenuti nella dispensa (lontano dagli occhi, lontano dal cuore).
  • Per quanto possibile (perchè non è facile) si mangia quando è ora e non si smangiucchia durante la giornata, in tal senso è importante che i genitori per primi si comportino bene.
  • La tv si guarda il meno possibile e sono privilegiati i giochi di tipo fisico (giocare ad acchiapparella, ballare, giro giro tondo..)
  • Guardare la TV è comunque un attività da fare il più possibile con papà e mamma,  che cercheranno di coinvolgere e commentare su quanto accade (es: hai visto cosa è successo? come si chiama quel personaggio? che verso ha fatto quell’animale?)
  • Le nonne e le zie vanno sensibilizzate sull’argomento.

Di seguito riporto il testo della notizia tratto dal sito ADNKronos:

Roma, 7 ott. (Adnkronos Salute) – Sono più di un milione i bimbi italiani tra i sei e gli undici anni con chili di troppo. In particolare ogni 100 alunni di terza elementare 24 sono in sovrappeso e 12 obesi: un’epidemia che coinvolge oltre un piccolo su tre. Questa la fotografia emersa dal progetto ‘Okkio alla salute’, un’indagine condotta in 2.610 classi di 18 regioni italiane dal ministero del Welfare. Un lavoro, presentato oggi a Roma, coordinato dall’Istituto superiore di sanità in collaborazione con il Miur e con la partecipazione dell’Istituto nazionale di ricerca e nutrizione. L’indagine rappresenta “la prima mappa nazionale di sovrappeso e obesità nei bambini italiani. Un lavoro che ha coinvolto circa 46.000 bambini in 2.610 scuole elementari. E che – sottolinea il sottosegretario al Welfare Francesca Martini – disegna una situazione molto diversa tra Nord e Sud del Paese”.

Ad aprire l’elenco dei bocciati troviamo, infatti, la Campania, con un tasso di obesità record pari al 21% (contro la media nazionale del 12%), mentre il record in positivo va al Friuli Venezia Giulia (4%). E ad allarmare di più gli specialisti riuniti oggi nella sede Eur del ministero – dove è in corso una manifestazione contro l’accorpamento del dicastero della Salute – c’è il fatto che le mamme italiane sembrano non vedere guance piene e girovita allargato dei loro figli. Sembra, infatti, che ben quattro mamme su dieci con bimbi in sovrappeso non ritengono che il proprio figlio abbia un problema di questo tipo. L’indagine ‘targata’ Iss ha coinvolto i bimbi di terza elementare di 18 regioni, misurandone peso e altezza e calcolando l’indice di massa corporea. Lombardia e Trentino Alto Adige sono rimaste fuori dallo studio, ma i ricercatori hanno utilizzato dati locali per ottenere un quadro il più possibile completo.

I numeri sono stati poi proiettati a tutta la popolazione tra i 6 e gli 11 anni, scoprendo una Penisola a ‘blocchi’: un Nord più magro (Sardegna compresa) fa da contraltare a un Centro più pieno e a un Sud decisamente in allarme rosso. In particolare, se il sovrappeso appare diffuso, con valori vicini alla media nazionale del 24% nelle diverse aree, per l’obesità si riscontrano più variazioni. “I numeri di Campania (21%), Sicilia (17%), Molise (16%) e Calabria (16%) – rileva Angela Spinelli dell’Iss, responsabile scientifico del progetto – si scontrano con una media nazionale del 12%, e con i minimi di Friuli Venezia Giulia (4%), Valle d’Aosta (6%) o Sardegna (7%)”, elenca.

“Un bimbo obeso nel 28% dei casi presenta sindrome metabolica, e questo vuol dire seri rischi per la salute da adulto”, ricorda la Martini. Insomma, dallo studio emerge un quadro allarmante, che colloca l’Italia in una zona di pericolo e che sarà oggetto di confronto con un’analoga indagine internazionale, targata Organizzazione mondiale della sanità e ancora in corso. “Il progetto diventerà annuale – promette la Spinelli – e permetterà di monitorare la situazione e gli effetti degli interventi studiati per contrastare l’epidemia di chili di troppo”. Ma già oggi ha permesso di gettare uno sguardo su abitudini a tavola e attività fisica dei giovanissimi, evidenziando una serie di punti dolenti. A partire dalla prima colazione. “L’11% dei bimbi la salta e il 28% la fa in modo sbagliato. La merenda di metà pomeriggio è troppo calorica per l’82%, e quasi un piccolo su quattro – sottolinea la ricercatrice – non consuma né frutta né verdura”.

Inoltre tuta e scarpe da ginnastica non sono poi così amate. “Solo un bimbo su 10 pratica l’attività fisica raccomandata per la sua età. E anche alla luce di questo dato – auspica la Spinelli – vorrei che il sottosegretario al Welfare intervenisse in prima persona, affinché l’ora di attività fisica obbligatoria nelle scuole primarie raddoppiasse”. Il tutto condito da maratone davanti alla tv, bibite zuccherate (il 41% le consuma ogni giorno) e poco moto. Secondo l’indagine, infatti, la metà dei bimbi possiede un televisore in camera e uno su quattro guarda il piccolo schermo oltre quattro ore al giorno. Magari sbocconcellando una merendina. Così il girovita lievita, ma non agli occhi di mamma. “Tra le madri di bimbi in sovrappeso ben quattro su dieci non pensano che il figlio pesi troppi, inoltre – aggiunge la ricercatrice – queste mamme sottovalutano la quantità di cibo assunta dai bambini”.

E a scuola? La situazione sembra migliore: il 64% delle scuole ha una mensa e il 12% prevede la distribuzione di alimenti sani. Il 74% delle scuole, inoltre, ha inserito nei programmi approfondimenti in tema di nutrizione e il 71% delle classi svolge due ore di attività motoria a settimana. Bene, ma non abbastanza. “Occorre curare di più la qualità e la quantità degli alimenti per i nostri bambini, ed evitare l’eccesso di merendine piene di grassi e conservanti”, aggiunge la Martini. Il sottosegretario chiama in causa le italiane. “Le donne hanno un ruolo chiave per quanto riguarda l’alimentazione della famiglia. Per questo oggi rivolgo un appello in particolare a loro, perché intervengano per far mangiare in modo sano i figli, gli adulti di domani”, dice la Martini.

Troppo spesso l’obesità in Italia non viene percepita come una malattia, ma come un segno di benessere. Occorre “dire no alla tv usata come babysitter e al cibo usato per gratificare i figli. Con il risultato che ai loro occhi perde il suo valore nutrizionale. Dobbiamo insegnare ai piccoli a nutrirsi in modo sano – conclude la Martini – sapendo di tutelare in questo modo la loro salute”.

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Il caffè NON aiuta a dimagrire

martedì, luglio 22nd, 2008

Nino Manfredi - Caffè La caffeina stimola la produzione di insulina.

L’insulina è un neurotrasmettitore che regola la fame: se hai l’insulina alta hai fame.

Ergo il caffè non fa dimagrire. Anche se lo prendi senza zucchero, puoi essere certo che, dopo circa 3 ore dal caffè, quando l’insulina comincerà a girare per il tuo corpo, comincerai ad avere fame.
L’insulina facilita la trasformazione dei carboidrati in grassi e l’accumulo dei grassi, quindi se il caffè lo hai preso a fine pasto il tuo organismo trasformerà in grassi molti dei carboidrati che hai assunto.

Effetti benefici e dimagranti si hanno invece dall’assunzione di tè, in particolare quello verde.
Il tè introduce liquidi, aumenta la temperatura corporea (così bruci più grassi) e, sopratutto nel caso del tè verde riduce il normale aumento di glucosio e di insulina.

Perchè dico tutto questo?
Perchè sono arrabbiato con il bar che ho sotto l’ufficio: infatti il bar Tomeucci di V.le Europa a Roma ha aumentato nuovamente il prezzo del caffè espresso, che ormai costa 90 centesimi, quando a gennaio ne costava 70.
Ho bisogno quindi di un ulteriore stimolo, oltre l’arrabbiatura che mi viene ogni volta che mi rendo conto di quanto  vertiginosamente stiano aumentando i prezzi di tutte le cose che acquistiamo con più frequenza, per decidermi a smettere di prendere il caffè dopo pranzo.

Magari se inizio a far lavorare il bollitore che abbiamo nell’altra stanza o mi porto delle bottigile di tè freddo preparate casa posso riuscire a risparmiare quattrini e bruciare qualche caloria in più.

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I succhi di frutta aumentano il rischio del diabete

lunedì, luglio 14th, 2008

Peter Venkman

O mio dio! Ma questa è la fiera del precotto! Davvero lei mangia questa roba?

…Disse il dottor Peter Venkman aprendo il frigorifero della bella Dana nel celebre film Ghostbuster.

In questa calda giornata di luglio prendo spunto dalla notizia che i succhi di frutta aumentano il rischio del diabete, pubblicata su parecchi giornali in questi giorni, per discquisire in maniera destrutturata: parlando bene della frutta,  male del mio fruttivendolo e già che ci siamo fare un invettiva contro i cibi precotti.

Cominciamo con le cose piacevoli: la frutta, i frullati di frutta e le centrifughe di frutta.

Frullati: di fragole, pesche ed ablicocche.. per i più viziosi di banane.

  • Nel latte parzialmente scremato a colazione..minimo mezzo litro per annullare, la fame e gonfiarsi la pancia.  ( Avvertenze: chi semina vento raccoglie tempesta…se mangi frutta alla mattina il pomeriggio avrai parecchia aria).
  • Nel pomeriggio..anche senza latte, con ghiaccio ed acqua per fare una specie di cremolata.. una merenda sanissima.
  • Alla sera – per annullare il benefico effetto della merenda: frullate con il minipimer 50% frutta, 25% ghiaccio e 25% Cachaça uno o due cucchiaini di zucchero di canna.  Da provare con Ananas, cocco, fragole, mango o i classici lime pestati per fare la Caipirinha…occhio che batte in testa dopo il terzo bicchiere, fa male al fegato, all’alito il giorno dopo, fa venire il diabete e non fa dimagrire. Va bevuto con la cannuccia larga in bicchiere di tipo Rock.

Cose spiacevoli: il mio fruttivendolo.

  • Dalla signora Lucia potete trovare a soli 8,50 euro al kilo le ciliegie (manco fosse carne argentina)
  • Le zucchine, melanzane e peperoni, dalla signora Lucia,  non sono MAI verdura di stagione ed hanno un prezzo direttamente proporzionale a quello delle ciliegie durante tutto l’anno.
  • Per permetterti il minestrone già pulito devi essere molto affermato nel mondo del lavoro.. impiegati come me possono permetterselo solo a Natale.
  • In sostanza: poco importa che sia colpa del caro vita o della signora Lucia, per  fare una alimentazione corretta prima o poi dovrò iniziare a coltivare le verdure in terrazzo o a fare cicoria per campi.

I succhi di frutta fanno venire il diabete:

  • Mi stupirei del contrario vista la grande quantità di zucchero che contengono.
  • I più attenti avranno notato che fanno venire anche le carie.
  • Solitamente contengono tra il 12% ed il 25% di frutta.. se la percentuale di frutta è al 100% e senza zuccheri aggiunti sono a base di succo concentrato (ovvero sciroppo).
  • Se in un succo di frutta il 25% è frutta, cos’è l’altro 75% ? non sarebbe più coerente chiamarlo “Succo di altro aromatizzato alla frutta”??
  • Questa cosa mi ricorda una battuta del celebre cabarettista romano Rodolfo Laganà a proposito dei biscotti dietetici.. 0% zuccheri, 0% grassi , 50% fibra, 45% proteine e solo il 5% di biscotto..
  • Qualcosa di serio: la citazione dal sito http://italiasalute.leonardo.itLydia Bazzano, coordinatrice della ricerca, spiega: “tre porzioni di frutta fresca al giorno, da sole, riducono del 18% le probabilità di insorgenza del diabete, e una sola portata di verdure incrementa i benefici di un ulteriore 9%. Basta però una porzione di succo di frutta per mandare in fumo per intero i benefici delle tre porzioni di frutta fresca”.
    Secondo la scienziata la colpa è della “grande quantità di zuccheri contenuta nelle bevande, che introdotta in forma di liquidi viene assorbita molto velocemente”.

Veniamo ora ai cibi precotti:

  • Termometro della qualità della vita, della qualità del matrimonio, indice della pigrizia e delle disponibilità economiche dei suoi fruitori.
  • Se hai poco tempo perchè sei un business man – Fare 2 zucchine in padella e buttarci in mezzo un pò di riso cucinato il giorno prima è difficile?
  • La besciamella con il minipimer si fa in 5 minuti.
  • Per fare una pasta al pomodoro e basilico non serve la besciamella.
  • Il petto di pollo ai ferri è poco chic ma facile da fare e consigliato in tutte le diete.
  • L’olio dei miei soffritti è più sano del non olio dei non soffritti precotti.
  • Nei ristoranti e nelle pizzerie: cominciamo a boicottare quelle che servono i supplì precotti e fatti con lo stampo che si comprano alla Metro o da Bofrost.
  • Statistiche riferiscono che la maggior parte delle persone depresse ama ingerire cibo precotto in piatti di plasitca prima del suicidio
  • Vuoi stupire? le crepes fattele da solo…dimostra che sei un vero uomo!
  • Ma il vostro orgoglio di cittadini Italiani dove va quando in televisione vedete le pubblicità delle lasagne precotte findus? Ma quelli sono prodotti che andrebbero venduti all’estero, prodotti perfetti per gli americani ed i giapponesi… in Italia dovrebbe essere vietato venderli.

Concludo:

  • L’altro giorno sono andato con mia moglie al ristorante.. era un ristorante parecchio chic, tovaglie nere, c’era un giapponese (vero) che affettava sushi in un angolo e c’era una bella vista sul Colosseo.. ho chiesto un piatto di spaghetti cacio e pepe.. presenti sul menù a 13 euro… me ne hanno portata una porzione in stile nouvelle cousine di massimo 50 grammi che per poco non gli ritiravo dietro…Lo avranno  fatto per aiutarmi a dimagrire,  per essere molto chic o per indurmi a riflettere che con massimo 2 euro me li facevo a casa?

Ma dove stiamo andando?
Non c’è più amore per la buona cucina?

Mangiare sano vuol dire amare se stessi. Mangiare Italiano vuol dire amare se stessi e la propria cultura.

Il precotto uccide le famiglie…

  • Giovani donne single diffidate degli uomini che tengono in frigo cibo precotto… una volta sposati non saranno abbastanza maschi da salvare la vostra casa da tale piaga.
  • Giovani uomini single, non sposate donne che non ispezionano il vostro frigorifero.. vi rifileranno prodotti precotti una volta sposati!
  • Quanto mancherà prima che la famiglia media italiana cominci a mangiare sul divano guardando la tivvù con il piatto sulle ginocchia come avviene per la famiglia media inglese?

Consiglio: regalate una copia del libro “Il talismano della felicità” di Ada Boni ad ogni vostro amico che si sposa ed ad ogni vostra amica che si laurea. Gli sarà molto più utile dei regali che si fanno di solito in queste occasioni.

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www.celapossofare.it: cambia l’header del sito

giovedì, luglio 10th, 2008

Ho deciso di modificare l’immagine della testata del sito.

Testata del BlogHo ritenuto infatti che per rendere la grafica del blog più vicina alla mia personalità fosse importante sostituire areoplanino di carta bianca che compariva fino a qualche giorno fa con un maiale alato.

L’aereoplanino andava bene per esprimere il concetto di pensiero che vola… il maiale alato invece esprime più un concetto di persona obesa che vola… concetto decisamente più calzante.

L’aereoplanino mi portava a pensare ad una persona impossibilitata nel volare che si liberava grazie al pensiero ed o allo scrivere..ergo uno sfigato; il maiale alato invece mi colpisce emotivamente esattamente per il motivo opposto: è l’immagine dell’impossibilità di volare che, vincente, divene volo.

Ottimismo insomma… riusciamo a volare anche se siamo maiali!

Secondo me essere in sovrappeso, grassi, obesi, ciccioni è un grosso limite ma non deve essere vissuto come un dramma. È  comunque possibile avere una bellissima vista sociale, affettiva,  lavorativa e sportiva se ci si pone verso se stessi e gli altri con ottimismo.

La mattina faccio fatica ad allacciarmi le scarpe perchè la pancia mi ingombra troppo, però con sandali e mocassini vado alla grande!

Non chiedetemi, vi prego,  di giocare a calcetto ma provate a sfidarmi a braccio di ferro, ping pong oppure buttatemi in mezzo ad una mischia in una partita di Rugby, ne vedrete delle belle…

Sono grasso… ma non mi piango addosso … e so volare!

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Oviesse: sei obeso? per te niente saldi!

lunedì, luglio 7th, 2008

La cantante inglese Beth Ditto ha disdetto all'ultimo momento un concerto per l'inaugurazione di un grande magazzino che non vendeva abiti della sua misura

Se sei obeso vestire bene è sempre un problema.
È un problema perchè è difficile trovare i vestiti, ed è un problema perchè una volta che li hai trovati ti durano sempre poco.

Vestire bene è difficile, i vestiti non ti stanno mai bene addosso perchè le taglie grosse sono praticamente impossibili da standardizzare. L’obesità stessa è difficile da standardizzare: l’unica costante per gli uomini pare essere il collo modello Maurizio Costanzo al quale generalmente si associano: pance enormi con sederi grandi, sederi enormi con pance grandi e per i più sfortunati pance e sederi enormi.

Così, se vuoi un vestito che calzi abbastanza bene, devi sempre mettere in conto qualche ritocco di sartoria per stringere quello che c’è da stringere ed allargare quello che c’è da allargare.

Lungo calvario che conduce alla sartoria è la ricerca del vestito da sistemare: se sei economicamente tranquillo vai in un negozio di taglie grandi o direttamente da un sarto e puoi sistemare in poco tempo la faccenda.

Se, come me, fai fatica ad arrivare a fine mese sei costretto ad attendere i saldi e poi andare lì dove puoi trovare un minimo di qualità ad un prezzo accessibile.

Oviesse2Solitamente io mi trovo molto bene con Oviesse che ha un reparto taglie grandi dove, bene o male trovo, sempre camicie, intimo ed abiti completi ad un prezzo abbordabile.

Visto che quest’anno la situazione è economicamente più che mai difficile, ho deciso di rimandare di circa un mese e mezzo l’acquisto di vestiti nuovi nell’attesa del fatidico giorno di inzio saldi.
La cosa non è stata facile:  ho sofferto il caldo indossando camice non adatte alla stagione e sono riuscito a portare i miei pantaloni al traguardo solo grazie alle lezioni di rammendo della nonna.

Giunto finalmente il giorno dei saldi, decido di uscire presto la mattina per evitare che qualche altro signore oversize si impadronisca delle tanto attese offerte prima di me: alle 9.15 del mattino sono già da Oviesse. Entrando mi riempio di buonumore vedendo cartelli con offerte di tutto rispetto posti praticamente ovunque, fiducioso raggiungo il reparto che mi interessa e scopro che da Oviesse i prodotti taglie grandi non sono in saldo!

Per educazione non riporto nel blog i cattivi pensieri che, a denti stretti, tra me e me ho indirizzato a chi, in nome della legge della domanda e dell’offerta, ha deciso che i prodotti taglie grandi non serviva metterli in saldo per venderli.

La mission di Oviesse

Si perchè alla fine il discorso è questo: in Italia se vuoi un vestito taglie grandi se non vai da Oviesse spendi una fortuna fortuna facendoltelo su misura o acquistandolo in un negozio specializzato. La legge della domanda e dell’offerta: se la domanda è forte perchè non esiste concorrenza: chi me lo fa fare per abbassare i prezzi quando ci sono i saldi?

Del resto te lo hanno scritto anche nella loro Mission: lavorano in qualità e vendono al prezzo giusto… ma giusto per chi?

E allora? non ci resta che dimagrire (che poi male non farebbe) o aspettare che il mercato cinese si dedichi alle taglie grandi, portando nuova concorrenza e costringendo Oviesse a rivedere la sua politica.

Fino ad allora essere obesi in Italia rimarrà un lusso.

In inghilterra la cantante Beth Ditto (la prima foto in alto) ha disdetto all’ultimo minuto un concerto per l’inaugurazione di un grande magazzino che non vendeva abiti della sua taglia. Che sia stato il capriccio di una rockstar o il gesto di denuncia contro una società che ti vuole per forza sotto la taglia 46 non è molto chiaro…peccato che non sia successo in Italia.

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