La macchina del pane, quando dieta ed economia domestica si incontrano

novembre 24th, 2008 by admin

Sono molto contento della dieta che mi ha dato il dietista del  Fate Bene Fratelli. È una dieta varia ed abbondante, talmente abbondante che mi trovo a mangiare una quantità di pane ben superiore a quella che mangiavo quando non ero a dieta.

La mia dieta infatti prevede circa 60 grammi di pane alla mattina (o 40 di fette biscottate) 90 grammi a pranzo, 90 grammi a merenda con 50 grammi di prosciutto (ma solo quando ho gli allenamenti la sera) e altri 120 grammi di pane per la sera.

Sono dosi decisamente abbondanti e trovano giustificazione nella grande quantità di sport che faccio grazie al mio impegno con la squadra di rugby ed all’elevato fabbisogno del mio metabolismo basale ( Wikipedia ci dice che “Il metabolismo basale è il dispendio energetico di un organismo a riposo, e comprende l’energia necessaria per le funzioni metaboliche vitali (respirazione, circolazione sanguigna, digestione, attività del sistema nervoso, ecc.)“.

Mi trovo quindi ad essere sempre particolarmente attento a non far mancare mai il pane in casa, e quando non so se il giorno successivo avrò l’opportunità di andare a ricomprare il pane, cerco sempre di comprarne un po’ di più.

Purtroppo il problema è che, poiché per fare meglio le porzioni compro sempre le rosette, il pane che prendo al supermercato non dura mai più di un giorno (il discorso sarebbe diverso se comprassi pani che si mantengono di più come il casareccio o il pane di altamura).

Sabato mattina, di fronte ad una rosetta comprata giovedì che sembrava un sampietrino,  con uno scatto d’orgoglio ho spolverato la mia macchina del pane e deciso di provare a fare un pane (più o meno dietetico) da utilizzare per la mia dieta.

La macchina del pane per chi non la conoscesse è un fantastico elettrodomestico inventato dai francesi per impastare, lievitare e cuocere il pane; è semplicissima da usare, consuma pochissima elettricità e costa circa 80 euro.

Ho quindi messo nella macchina gli ingredienti necessari, secondo il manuale della mia macchina del pane, per la realizzazione del pane bianco o alla francese premurandomi di sostituire gli alimenti grassi con elementi più magri, ovvero usando latte totalmente scremato invece che quello parzialmente scremato e l’olio di oliva invece del burro. Il risultato è stato un pane non proprio morbidissimo (i grassi servono) ma comunque con un ottimo sapore e sopratutto una tenuta nel tempo straordinaria.

Stamattina infatti, a 3 giorni dalla cottura, era ancora tenerissimo e sono certo che rimarrà tale almeno per altri 2 giorni (se non lo finisco prima).

Mi sono quindi fatto un veloce ragionamento aiutandomi con i prezzi presenti sul sito SMS consumatoti :

  1. Il prezzo medio per un Kg di pane per la mia città è di 2.90 euro
  2. Un kg di farina 00 costa 60 centesimi
  3. Un litro di latte costa 1.40 euro
  4. Il lievito di birra della Paneangeli mi costa 90 centesimi per tre bustine
  5. Per fare un kg di pane uso: 600 gr di Farina, 250 cc di latte, e mezza bustina di lievito
  6. Il pane fatto in casa mi costa (al netto dell’elettricità che comunque è poca) solo 90 centesimi al Kg (40 centesimi di farina, 35 centesimi di latte, 15 centesimi di lievito)

Sono quindi arrivato alla conclusione che il pane fatto in casa costi un terzo di quello comprato al supermercato offrendo una durata nel tempo decisamente superiore, un sapore migliore e, se fatto con determinate attenzioni, meno grassi.

Considerando che per la mia dieta dovrei consumare mediamente 1 kg di pane ogni 3 giorni, e che il risparmio nell’utilizzo della macchina del pane è di 2 euro per ogni Kg a fine mese dovrei avere in tasca la bellezza di 20 euro, 240 euro se il calcolo viene fatto su base annua. Senza calcolare la quantità di pane che sprecherei perché divenuto immaginabile già dal giorno successivo all’acquisto se lo comprassi sempre al supermercato.

Mica male! E poi il pane della macchina del pane ha un sapore migliore, dettaglio importante per chi, essendo a dieta, è costretto a rinunciare a tanti sapori. Per non parlare poi della grande soddisfazione che si ha offrendo pane appena sfornato agli ospiti.

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